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*IL GOVERNO BERLUSCONI TAGLIA I FONDI PER UNIVERSITA' E RICERCA E APRE LA STRADA ALLA PRIVATIZZAZIONE* *La conoscenza, l'Università, la ricerca sono il bene comune più prezioso di ogni società evoluta.* *Investirci adeguatamente significa costruire le basi e le condizioni per evitare il declino e dare qualità al nostro futuro.* Purtroppo, per il nostro paese, il decreto legge collegato alla finanziaria 2009 del governo Berlusconi, va nella direzione opposta a quella da tutti auspicata e dunque, non posso non condividere le preoccupazioni dei Rettori espresse con grande chiarezza e determinazione nella riunione degli atenei toscani. Il decreto del governo invece di aumentare le risorse, di migliorare le dotazioni strumentali, le strutture, le condizioni in cui si trovano ad operare docenti e ricercatori, di investire sul futuro come fanno gli altri paesi d'Europa, *riduce di 60 milioni di euro il Finanziamento Ordinario delle Università per il 2009, e di circa 500 milioni negli anni successivi,* limita le assunzioni di personale a tempo indeterminato al 20% del turn over, e prefigura una futura deresponsabilizzazione del Governo rispetto al sistema universitario con l'ipotesi di trasformare le Università in Fondazioni, soggetti di diritto privato rispondenti a logiche economiche e di mercato come primo passo verso la privatizzazione della cultura. Il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università, che costituisce la principale fonte di entrata per le Università statali, attribuito alle Università sulla base di un mix di parametri quantitativi e qualitativi che già aveva penalizzato le Università toscane, gravate da un elevato costo per il personale a tempo indeterminato, si ridurrà ulteriormente, con il rischio di aggravare il fenomeno di invecchiamento del corpo accademico con risultati potenzialmente non sopportabili, che ricadrebbero interamente sulla qualità dell'offerta accademica e sullo sviluppo e la competitività del sistema Paese. Mentre condivido del tutto le considerazioni dei Rettori preoccupate dall'incombenza di una grave crisi finanziaria del sistema universitario pubblico, le cui prime vittime sarebbero i giovani ricercatori, le cui possibilità di ingresso nel sistema universitario verrebbero drasticamente ridotte, cerco di capire quale contributo concretamente potremo assicurare come Regione Toscana a sostenere la ricerca mediante la concessione di assegni di ricerca, almeno nei settori dove esiste un evidente interesse pubblico ad utilizzare i risultati della ricerca, promuovendo contemporaneamente la qualificazione delle risorse umane, la loro occupabilità, all'interno di reti di collaborazione fra Università e destinatari della ricerca. Penso in particolare che le condizioni in cui si trovano ad operare i giovani ricercatori debba essere messa particolarmente sotto osservazione, perché in queste condizioni non possiamo permetterci il lusso di perdere altri giovani ricercatori : valuteremo, anche con i Rettori, quali iniziative intraprendere, e faremo il possibile per contribuire, sia attraverso iniziative politiche che attraverso gli strumenti diretti, di nostra competenza, a sostenere il sistema universitario toscano. Stiamo lavorando ad una proposta di legge in materia di ricerca e sviluppo, che non credo possa, da sola, risolvere i problemi che si intravedono nelle strategie di questo Governo, ma che può avviare politiche di ulteriore radicamento del sistema universitario nel tessuto sociale ed economico regionale, riconoscendo e valorizzandone il ruolo di fattore di sviluppo e di innovazione. Firenze 15 luglio 2008 *Eugenio Baronti Assessore alla ricerca e università |