L’amministrazione comunale Dopo aver fortemente caldeggiato il progetto Gamesa, di fronte al parere negativo della Regione Toscana, l’Amministrazione (e in particolare il vicesindaco e assessore all’ambiente Parisi) sembravano aver abbandonato l’dea di un impianto eolico sui crinali di Piancaldoli. E per questo hanno insistito – nonostante il parere contrario della popolazione – per la realizzazione dell’impianto Carpinaccio/Peglio. Oggi il sindaco dichiara di volersi impegnare a «migliorare il progetto», quindi non c’è nessuna intenzione di opporsi alla realizzazione dell’impianto R. E. WIND. Una amministrazione mossa dalla filosofia – espressa esplicitamente dal sindaco – del «meglio un uovo oggi che una gallina domani» è molto sensibile al miraggio di 2-300 mila euro all’anno. Per circa 800 mila euro all’anno non ha esitato a promuovere la creazione di una nuova discarica di rifiuti. Per altre decine di migliaia di euro per gli oneri di escavazione insiste per spianare Poggio Savena creando una nuova cava di inerti, dopo ver autorizzato la cava di inerti del Boschetto nei pressi di Pietramala: lo scempio ambientale lo può vedere chiunque scende dalla Raticosa verso la Futa. Il progetto R. E. Wind «Il Parco eolico dovrebbe sorgere in località Piancaldoli nel Comune di Firenzuola (Provincia di Firenze) lungo due crinali secondari orientati lungo l’asse NO-SE ed ortogonali al crinale principale che costituisce il confine amministrativo tra la Toscana e l’Emilia Romagna. L’area è stata scelta poiché già presente tra le aree a "vocazione eolica" identificate all’interno del Piano Energetico Regionale della Toscana. Il
Parco eolico di Piancaldoli sarà composto da ventiquattro
aerogeneratori ad asse orizzontale e a tre pale (di lunghezza pari a 25
m) da 0.8 MW di potenza ciascuno, per una potenza totale installata pari
a 19.2 MW.» (fonte R. E.
Wind) L’altezza della torre è di metri 73, 25, quindi l’altezza totale di ciascuna pala si avvicina ai 100 metri. La dislocazione delle pale è a ferro di cavallo, dal crinale di confine verso l’abitato di Piancaldoli. Il lato sinistro dell’impianto è sul confine del SIC "P.so della Raticosa, Sassi di S. Zanobi e Mantesca" - IT5140001, anzi – come scrive la stessa R. E. Wind nel proprio progetto - «Tre aerogeneratori del parco eolico (AE10, AE11, AE13) ricadono alll’interno del confine dell’area protetta», mentre «Altri otto aerogeneratori (AE12, AE14, AE15, AE16, AE21, AE22, AE23, AE24) risultano dentro la fascia critica di un chilometro prevista nelle Linee Guida.». La fascia critica è indicata dalla linea rossa nel disegno seguente. Quindi quasi la metà delle pale si trova in zona di rispetto e critica per motivi ambientali. R. E. Wind è costretta ad ammettere, nel progetto presentato alla regione, che «il SIC "P.so della Raticosa, Sasso di S. Zanobi e Mantesca" – IT5140001 è indicato come "Area non opportuna" per la realizzazione di parchi eolici (Vedi Allegato A delle Linee Guida) a causa dell’elevata qualità naturalistica del sito. In altre parole, la criticità delle aree considerate "non opportune" in termini di possibili impatti degli impianti eolici sulla componente naturalistica è molto elevata e tale da poter essere eventualmente superata o accettabilmente contenuta solo a seguito di rilevanti limitazioni progettuali e/o di particolari e complesse misure di mitigazione e/o di compensazione.»
La questione del rumore Uno degli elementi piú significativi come impatto ambientale è dato dal rumore. Anche su questo punto la relazione progettuale di R. E. Wind è un piccolo capolavoro: «La questione del rumore appare meno problematica se la confrontiamo non con l'assoluto (e mai tale, in realtà) silenzio della campagna, ma con altri rumori assai più insistenti con cui conviviamo ogni giorno. A meno che non si voglia metter su casa entro un raggio di trecento metri da un parco eolico, il "ronzio" degli aerogeneratori è ben al di sotto, in termini di deciBel, del chiasso di un ufficio pubblico o del rumore cui siamo sottoposti in automobile o in mezzo al traffico, senza mai arrivare a quello di molte industrie attive nelle periferie delle città.» Non si capisce perché una persona che ha scelto di andare ad abitare – o di restare – a Piancaldoli o a Giugnola per la bellezza del paesaggio, per la quiete e il silenzio dell’ambiente che compensano i disagi dell’isolamento debba essere costretto a vivere con un rumore paragonabile – anche se inferiore – al chiasso di un ufficio pubblico, al rumore di un viaggio in macchina o a quello delle periferie industriali delle grandi città. Piancaldoli e Casoni di Romagna R. E. Wind ha presentato il progetto per la valutazione di impatto ambientale come se quello di Piancaldoli fosse un impianto isolato. In realtà esso è contiguo a quello di Casoni di Romagna e pertanto la valutazione di impatto deve tener conto del numero complessivo di pale che verranno installate sul confine fra Emilia e Toscana.
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