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Alla
Regione Toscana
Settore
Valutazione di Impatto Ambientale
Via
Bardazzi 19-21,
50127
Firenze.
Alla
Provincia di Firenze
Servizio
Valutazione di Impatto Ambientale
Via
Ginori 10
50129
Firenze.
Al
Sindaco del Comune di Firenzuola
Piazza
Don Stefano Casini 1
50033
Firenzuola.
e
p.c.
Al
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Viale
Cristoforo Colombo 44
00147
Roma
Al
Ministro per i Beni e le Attività Culturali
Direzione
Generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura
e l’arte contemporanee.
Via
Di San Michele 22
00153
Roma.
Piancaldoli li, 24 novembre 2008
Oggetto: osservazioni
artt. 14-17-21 della L.R.. 3 novembre 1998 n° 79 nell’ambito
dell procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.)
relativo al progetto impianto eolico per produzione di energia
elettrica + elettrodotto ad alta tensione (132 kv) denominato
"Parco Eolico di Piancaldoli" –nei Comuni
di Firenzuola, (FI) e Monterenzio
(BO).
Il Comitato " Tutela Ambientale Alta Valle
del Sillaro "
PREMESSO CHE
- con avviso al pubblico riportato su quotidiani
nazionali, nell’edizione del 9 ottobre 2008, è stato
annunciato l’avvio del procedimento di valutazione
di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto di
impianto eolico per la produzione di energia elettrica con
elettrodotto ad alta tensione (132 kv) e strutture connesse
proposto dalla R.E. Wind srl (Via Agnolo Poliziano, 8
50129 Firenze tel. 0555397660) denominato "Parco
Eolico di Piancaldoli" in loc. Piancaldoli
e San Benedetto del Querceto, nei Comuni di Firenzuola
(FI), e Monterenzio(BO).
- Formula le seguenti
OSSERVAZIONI
in primo luogo si deve evidenziare il fatto che la società R.E.
Wind srl ha presentato il progetto di realizzazione dell’impianto
coinvolgendo lo stesso sito individuato precedentemente dalla
società Gamesa S.p.A , pertanto molte delle osservazioni
presentate al precedente progetto sono ancora valide;
- considerato il fatto che oltre all’impianto previsto da
R.E. WIND è in fase di realizzazione in territorio adiacente,
benché emilano, l’impianto della ditta proponente AGSM
Verona spa, e che risultano in fase di studio preliminare ben
altri due impianti in siti limitrofi (Monte Canda e I Pascoli
in Comune di Firenzuola) riteniamo che non sia sufficiente una
valutazione di impatto ambientale singola per ogni impianto,
bensì che occorra una valutazione di impatto complessiva
riferita a tutti gli impianti e che ciascuna istruttoria e
ciascuna delle relative richieste di V.I.A. sia rivolta a
rendere espliciti gli effetti complessivi della presenza di
più parchi. A tal proposito si ritiene opportuno verificare
se la dimensione complessiva degli interventi non richieda
procedure diverse di valutazione a livello non regionale,
bensì nazionale se non europeo;
al fine di rappresentare all’Amministrazione Comunale il
parere degli abitanti della frazione direttamente interessata
dall’impianto, la Pro Loco di Piancaldoli ha organizzato una
consultazione rivolta ai residenti da cui è emerso il
significativo dato di contrarietà al parco eolico da parte del
68% dei votanti.
- l’area in argomento, a tessuto economico-sociale
agricolo-forestale, appare in gran parte ricoperta da
pascoli e seminativi, in parte ricoperta da boschi ad alto
fusto (es. quercia, roverella, ecc.) con sensibili presenze di
fauna (cinghiale, volpe, falco pellegrino, lupo, pipistrelli,
aquila reale, lanario ecc.) e di sorgenti ( Fontana della
Scimitella, del Sasso della Mantesca) come risulta
dalla recente delibera C.R.T. 6/2004; l’area dell’impianto
eolico in progetto si colloca in parte sul confine del SIR n°
35 "Passo della Raticosa, Sasso di San Zenobi e della
Mantesca" (IT5140001)
, area
critica per aspetti naturalistici con fascia critica di un
chilometro, inoltre identificata
dalla Regione Toscana nell’elenco delle aree non opportune per
la realizzazione di impianti eolici per la presenza di elementi
naturalistici di elevato valore. Tutta la zona è sottoposta
a vincolo idrogeologico, paesaggistico e ambientale nonché a
vincolo sismico. L’elevata presenza selvi-pastorale
contraddistingue la zona, in effetti sono presenti alcune
aziende agricole a indirizzo zootecnico con produzione
biologica, che hanno contribuito alla crescita del patrimonio
zootecnico regionale e nazionale ;
- in via generale sull’energia eolica
Il Comitato con il sostegno del Comitato
Nazionale Paesaggio, le delegazioni regionali di Italia
Nostra, Coldiretti, C.A.I. e Federcaccia
intende porre all’attenzione delle SS.VV. la grave questione
della proliferazione incontrollata delle centrali eoliche nel
territorio regionale. Appare inconcepibile che tali scelte
possano essere adottate senza che vi sia una programmazione a
monte che tenga conto del pericolo di veder sfigurati i più bei
paesaggi dell’Appennino e soprattutto dell’opinione della
gente che a fronte di numerosi disagi ha scelto di abitarvi. La
posizione delle suddette associazioni è riassumibile in quanto
segue:
- Sono diverse le aziende preposte all’installazione di
impianti industriali per la produzione di energia eolica che
hanno fatto richiesta a vari comuni Toscani, senza tener
tuttavia in considerazione la precisa entità del vento nelle
singole zone. La proliferazione incontrollata di tali
centrali è ben accetta soltanto per sanare i magri bilanci di
piccoli comuni, diventando di fatto una questione
affaristica per le aziende extra regionali che hanno il
compito di piazzare le centrali in più comuni possibile.
Tutto ciò ha poco a che fare con la risoluzione del problema
energetico;
- Molti di questi parchi eolici verrebbero costruiti lungo
crinali montuosi e collinari a danno della stabilità
dei già fragili suoli e del paesaggio, attrattiva
importante per il turismo verde che si dice voler promuovere e
diffondere nella nostra regione. Il pesante impatto visivo
diverrà prevaricante anche nei confronti dei comuni
confinanti che hanno rifiutato o non hanno richiesto centrali
eoliche nel proprio territorio (come è successo nei confronti
della nostra zona: la Provincia di Bologna non ha affatto
tenuto conto del parere negativo espresso sull’impianto
eolico dei Casoni di Romagna dalla Regione Toscana);
- Per agevolare la costruzione delle centrali e la
dislocazione dell’energia prodotta, diverrà necessaria la
costruzione di nuove strade ed elettrodotti con ulteriori
danni al paesaggio e alla fauna (discariche abusive, incendi,
bracconaggio, ecc.);
- Diverse centrali nascerebbero in prossimità di SIC (Siti di
Importanza Comunitaria), SIN (Siti di importanza nazionale),
SIR (Siti di Importanza Regionale). La presenza di torri
eoliche in tali siti comprometterebbe areali riproduttivi e
trofici a danno delle specie di mammiferi e di rapaci
tutelati dalle Direttive Comunitarie. Alcuni studi
effettuati negli Usa e in Spagna hanno evidenziato il continuo
ritrovamento di rapaci impattati durante il transito
migratorio;
- Tali centrali incontrano quasi sempre l’opposizione
delle popolazioni locali, degli agricoltori, delle
associazioni del mondo culturale ed ambientalista nonché
della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali, in quanto
rappresentano un deturpamento della memoria storica e
paesaggistica di un luogo;
- L’Unione Europea, in merito, si è ufficialmente
pronunciata per una più incisiva tutela del territorio
creando un’apposita Commissione Europea del Paesaggio;
- Gli aerogeneratori producono inquinamento acustico
con picchi di 105 db, udibili anche a 600-800 metri di
distanza e quindi apportano effetti dannosi sulla salute
pubblica;
- L’energia eolica ha un costo eccessivo in termini di
perdita di qualità ambientale in rapporto all’irrilevante
quantità di energia prodotta. Si calcola che se venissero
costruiti i 500 parchi eolici (circa 8000 torri !) progettati
lungo l’Appennino, essi influirebbero solo del 1,3% sulla
produzione energetica nel nostro Paese, insufficiente
anche per gli obiettivi proposti dal Protocollo di Kyoto;
- Contro l’eolico selvaggio si sono pronunciate numerose
associazioni nazionali e regionali e personalità del mondo
della scienza e della politica come il Premio Nobel Carlo
Rubbia, Carlo Ripa di Meana, Vittorio Sgarbi
e Oreste Rutigliano.
- In riferimento ai condivisibili impegni a favore dello
sviluppo delle energie rinnovabili o alternative, secondo gli
obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto, occorre domandarsi
anche se la relativa attuazione non debba essere mantenuta
distinta dalla considerazione degli strumenti utilizzati per
realizzarli.
In particolare, nel riconoscere l’importante ruolo svolto
dalla ricerca nel settore delle energie rinnovabili, riteniamo
importante salvaguardare, nella valutazione di impatto delle
torri eoliche, un’analisi circostanziata dei costi-benefici
che tenga in debito conto quale reale valore abbia l’integrità
territoriale e paesaggistica per le imprese agricole.
Se l’Italia è un paese che sta tornando a capire e a
sostenere l’agricoltura, è lecito pensare che questo avvenga
non per quello che storicamente ha significato, ma per il ruolo
che le nostre imprese rivestono, come contributo ad un ambiente
salubre, ad un paesaggio godibile e ad una serie di servizi
utili a migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei
consumatori.
In un momento in cui l’agricoltura sta conquistando, nel
concreto della vita quotidiana, la fiducia e la simpatia della
società, l’impatto della diffusione delle centrali di energia
eolica sul territorio, con la facile compromissione dei valori
del suo paesaggio, rischia di indebolire, allora, l’importante
processo di rigenerazione non più finalizzato a produrre in
termini quantitativi, ma mirato alla qualità e, sempre con
maggiore convinzione, alla valorizzazione del territorio.
Se un tempo l’impresa agricola poteva valutare in negativo
la localizzazione di opere aventi un impatto ambientale perché
incidenti sulla produttività, oggi la critica ad una
localizzazione non pianificata di tali opere nasce dalla
consapevolezza che esse interrompono la continuità
paesaggistica di quel luogo, compromettendo il reddito dell’imprenditore
legato inscindibilmente a quel valore aggiuntivo del prodotto
rappresentato dalla qualità del territorio.
Idonee misure di pianificazione nonché la realizzazione di
progetti dimostrativi potrebbero essere in grado, altrimenti, di
testimoniare la validità di impianti pilota non solo in termini
economici, ma anche con riferimento alla tutela di quelle
esternalità positive che sono connesse all’esercizio dell’attività
agricola.
Solo così i risultati della ricerca possono essere di ausilio
alle scelte di politica energetica, miranti a concorrere allo
sviluppo di un ambiente sostenibile, senza il rischio di
compromettere lo sviluppo economico dell’agricoltura e
rispettando i delicati equilibri che, nell’interesse delle
nostre imprese e dei consumatori, non possiamo fare a meno di
difendere.
In merito a tali considerazioni siamo pertanto
ad invitare le SS.VV. ad adoperarsi affinchè si approvi al
più presto una moratoria della proliferazione degli impianti
eolici.
Proponiamo invece l’opzione solare quale
miglior scelta per il basso impatto visivo e la più conveniente
produzione di energia pulita.
Desideriamo un segnale forte da parte delle
istituzioni riguardo questi lucrosi giri d’affari, alimentati
dal vuoto legislativo, in nome del diritto alla tutela del
paesaggio, delle identità locali e dei valori storico-culturali e
tradizionali che appartengono a tutti.
Teniamo a segnalarVi questo importante problema
che rischia, se non arginato, di vedere presto il paesaggio
naturale degli Appennini banalizzato e stravolto da una miriade di
torri d’acciaio.
* sotto il profilo metodologico:
- l’analisi dell’intervisibilità, con allegata cartografia,
e del grado di percezione dell’opera dai centri abitati
risulta carente o addirittura assente in riferimento alle
numerose borgate, casolari e ville sparse della sponda destra e
di quella sinistra dell’Alta Valle del Sillaro e dell’Idice;
pertanto dovranno essere associate le simulazioni grafiche e
fotografiche dei punti sensibili;
- molte delle fotosimulazioni riportano paesaggi sfuocati così
che gli aerogeneratori non vengono percepiti nitidamente ma si
confondono, essendo essi stessi sfuocati, con gli elementi
circostanti;
- nellle fotosimulazioni presentate molti piancaldolesi, con una
buona conoscenza del territorio e dei particolari, hanno
riscontrato che le proporzioni delle torri non corrispondono
alla scala reale bensì risultano alquanto inferiori;
- tutte le foto sono state tagliate nella parte bassa eliminando
quelli che sono i riferimenti di altezza reale per l’osservatore
e compromettendo l’obbiettività del confronto;
- confrontando le carte planimetriche con le simulazioni
fotografiche si osserva una notevole discrepanza nel
posizionamento delle pale, infatti, mentre dalle carte
planimetriche si percepisce una struttura che attornia e
racchiude l’abitato di Piancaldoli e alcune località, tale
effetto è completamente minimizzato nelle fotosimulazioni;
- da quasi tutti i punti di osservazione si evidenziano effetti
negativi: l’effetto massa, il disturbo della percezione degli
elementi morfologici del paesaggio, l’effetto barriera, il
disturbo nella visione della continuità del crinale, la
disarmonia causata dagli intervalli irregolari degli
insediamenti o dall’accavallamento degli aerogeneratori,
inoltre nei casi di osservazione dell’insieme delle torri
eoliche viene messo in luce l’interasse regolare o l’effetto
armonico delle stesse, ostacolando la percezione del fatto che
le reali dimensioni non si accordano assolutamente con il
panorama e il territorio circostante;
- in numerosi esempi dei punti di osservazione sono state messe
in risalto situazioni ambientali negative al fine di minimizzare
gli effetti visivi prodotti dagli aerogeneratori che sono ben
più impattanti. Si è posto l’accento sulla presenza di
tralicci, linee aeree elettriche e strade asfaltate bordate da
vistosi guardraid (foto 04B, 05B, 06B, 07B). Un particolare
esempio è quello della foto scattata da Quinzano sud, f.to 09B,
dove si focalizza l’attenzione sulla discarica della TAV senza
tenere in considerazione che a lavori finiti l’area risulterà
verde ed alberata; oppure si pone l’accento sulla visibilità
di una vecchia linea elettrica di piccole dimensioni senza
minimamente preoccuparsi di pensare a quelle, decine di volte
superiori, degli aerogeneratori (f.to 12B);
- nelle fotosimulazioni risulta modificata la posizione degli
aerogeneratori dell’impianto: nella foto 04B mancano le 4 pale
attorno a Cà Caprullo e le 4 pale sulla Flaminia Minor sono
collocate in posizioni errate; nella foto 06B e 07B sono state
inserite fuori sede non solo le pale di Re Wind srl ma anche le
pale di AGSM Verona collocate su altri sottocrinali;
- non è stata presa in considerazione la necessità di eseguire
una viabilità alternativa per i residenti nelle case all’interno
dell’impianto di progetto, in sostituzione della attuale
viabilità che verrà chiusa per i lavori del cantiere, nelle
planimetrie, inoltre, non sono state evidenziate le modifiche
(eliminazione di curve, eliminazione di dossi) necessarie da
eseguire sulla viabilità per poter consentire il transito ai
mezzi di trasporto eccezionale;
- non è stato tenuto conto di percorsi, sentieri, itinerari
turistici, passeggiate che saranno interessati dall’impianto
molto da vicino;
- non è stata fatta un’indagine geologica completa nelle aree
destinate alla sede degli aerogeneratori (piazzole
);
mancano sezioni geologiche a fronte delle limitate prove
penetrometriche;
risulta approssimativa la descrizione delle opere di
regimazione delle acque e della sistemazione delle strade
le interferenze di cantiere e di esercizio per quanto
concerne rumore e polveri vengono enunciate in
modo descrittivo e del tutto soggettivo, non suffragate da
misure, modelli diffussivi o altro metodo oggettivo di
valutazione;
- non si tiene approfonditamente conto degli effetti dell’antropizzazione
sugli ecosistemi, con particolare riguardo alla fauna;
- contrariamente a quanto affermato nel progetto dalla ditta
proponente (p. 5 Quadro di riferimento progettuale) non tutti
i proprietari dei terreni individuati per l’impianto hanno
sottoscritto accordi di diritto di superficie e di servitù di
accesso.
* sotto il profilo giuridico:
- si deve osservare che gli aerogeneratori AE10, AE11 e AE13
insistono sul S.I.R.n° 35 (pSIC) "Passo della Raticosa
Sassi di san Zenobi e Mantesca" (IT514001), che è un
sito incluso nell’elenco delle aree dichiarate non opportune
per la realizzazione di impianti eolici, come riportato nella
tabella 3 "Aree critiche per aspetto naturalistico con
fascia critica di un chilometro", (vedi "Linee
guida per la valutazione dell’impatto ambientale degli
impianti eolici" della Regione Toscana), inoltre gli
aerogeneratori AE16, AE15, AE14, AE12, AE23, AE24, AE22 e AE21
sono posizionati a pochi metri dal confine del suddetto SIR e
pertanto non rispettano la distanza minima prevista. Ogni
iniziativa diretta alla creazione dell’impianto eolico su
questo territorio entrerebbe in contrasto, quindi, con
valutazioni già assunte dalla Regione Toscana.
- l’area sopracitata appare anche nell’allegato A delle
linee guida della Regione Toscana, "Elenco delle aree non
opportune per la realizzazione di impianti eolici per la
presenza di elementi naturalistici di elevato valore" (vedi
"Linee guida per la valutazione dell’impatto ambientale
degli impianti eolici" della Regione Toscana) al sito n.
38;
- l’area interessata dal progetto ricadente nel territorio
comunale di Firenzuola risulta classificata zona
"agricola" nel vigente strumento urbanistico
comunale, pertanto è del tutto evidente la non conformità del
progetto con la destinazione urbanistica delle aree interessate,
se non previa specifica variante allo stato esistente; inoltre
nel Piano di Indirizzo Territoriale si fa riferimento all’opportunità
di valorizzare le caratteristiche peculiari delle zone rurali;
- è doveroso segnalare che negli ultimi anni gli abitanti di
Piancaldoli si sono adoperati per migliorare l’aspetto di
molte abitazioni, concorrendo al miglioramento dell’estetica
di tutto il paese; immaginarlo contornato da 24 pale alte circa
100 metri appare una violenza, per non parlare del deprezzamento
comprovato cui gli immobili adiacenti ai parchi
eolici vanno incontro.
* sotto il profilo progettuale:
- il progetto della centrale eolica (potenza max
pari a 24x0.80=19.2MW) comprende n. 24 aerogeneratori,
8 sulla dorsale Le Lame – Mantesca - 10 sullo
spartiacque del Sillaro-Idice + 6 sulla dorsale
Gavina-Strada Flaminia, potenza unitaria 800 KW circa;
altezza dal suolo al mozzo mt. 73.25; diametro pale mt. 53,00,
altezza complessiva di mt. 99.70; il progetto richiede una
viabilità nuova e una da ripristinare, una rete
interrata in media tensione, di collegamento fra gli
aerogeneratori e fra questi e la sottostazione ENEL di San
Benedetto del Querceto; la fase di dismissione degli
impianti al termine del periodo di vita tecnica dei
medesimi è descritta in modo molto approssimativo, e non
risultano previsti fondi certi o accantonamenti in
proposito ovvero specifiche fideiussioni;
- non risulta adeguata fotosimulazione dell’intervento
proposto;
- dobbiamo considerare inoltre che, pur essendo di ultima
generazione o quasi, le pale eoliche che verrebbero installate
provocano un rumore che potrebbe arrivare a alcuni chilometri
di distanza ( vedi studio ETERNE’ pubblicato dalla UE): la
Gavina, le Lame, Ca’ Caprullo e La Scimitella, dove
andrebbero installate le pale, sono molto più vicine al
centro del Paese
, per non parlare
delle abitazioni residenti e non, ricadenti entro l’area
interessata dal progetto;
- in riferimento all’impatto acustico, non viene specificata
la frequenza del rumore, che influisce sulla percezione del
rumore stesso; inoltre non viene tenuta in nessun conto la
particolare conformazione ad anfiteatro della valle occupata
dal paese, che dovrebbe essere circondata dagli aerogeneratori,
conformazione che amplifica i suoni e la percezione visiva
dell’impianto;
- rispetto all’abitato di Piancaldoli e ad abitazioni
sparse, risulta minima la distanza dell’impianto, tanto che
è previsto per due pale (AE5 e AE6) il funzionamento a bassa
frequenza o addirittura lo spegnimento (zona Le Guardate);
cosa che contraddice la finalità stessa dell’impianto;
- elenchiamo qui di seguito tutti gli elementi che, secondo
noi, rendono assolutamente incompatibile l’impianto eolico
in questione:
- elementi del territorio:
- aree di nidificazione e di caccia dei rapaci di pregio e
di altri uccelli rari che utilizzano pareti rocciose e zone
umide comprensive in una fascia di rispetto di almeno 5 km.;
- aree prossime a grotte utilizzate da popolazioni di
chirotteri comprensive in una fascia di rispetto di 5 km:;
- aree corridoio per l’avifauna migratoria interessata da
flussi costanti di uccelli nei periodi primaverili e
autunnali come valico montano comprensivo di una fascia di
rispetto di 2 km.;
- corridoio di transito di grossi mammiferi (cinghiali,
caprioli, daini, cervi e anche lupi);
elementi del paesaggio:
l’area interessata dalla posa degli aerogeneratori
AE10, AE11, AE13 e alla realizzazione della viabilità
primaria del tratto Sasso della Mantesca - Cà Scimitella
appartiene ad una zona di particolare interesse
paesaggistico ambientale;
la zona dell’impianto interessa completamente tutto il
tratto dell’antica Flaminia Minor ed altre aree
circostanti di interesse archeologico e storico (posti di
guardia allo Stato Pontificio ancora evidenti e lo
Spedaletto); in particolare AE9, AE2, AE17, AE18, AE19,
AE20, AE21, AE22, ricadono sulla viabilità storica
(Art. 8.5 del PTCP) vedi Carta delle Valenze Storiche
Paesaggistiche Ambientali, Tavola 04;
- mancanza di una idonea viabilità per l’accesso con i
mezzi eccezionali necessari per il trasporto delle
componenti degli aerogeneratori e con quelli occorrenti
per la realizzazione delle piazzole destinate all’installazione
degli aerogeneratori AE4, AE10, AE11, AE12, AE13, AE14,
AE15, AE16, AE22, AE23, AE24;
- presenza di unità abitative, abitate o censite nelle
vicinanze degli aerogeneratori secondo il seguente elenco:
Le Lame 290 ml da AE12, 270 ml da AE13, 160 ml da AE14,
265 ml da AE15; Ca’ la Scimitella 150 ml. da AE10, 350
ml da AE11; Ca’ il Cavrullo 195 ml da AE24, 275 ml. da
AE23, 110 ml da AE22, 150 ml da AE21( in questa località
vi è un forte effetto soffocante delle torri per la
posizione ad anello ravvicinato), Ca’ l’ Oppio 472 ml
da AE20, 575 ml da AE19; Ca’ le Guardate 500 ml. da AE3,
340 ml da AE4, 280 ml da AE5, 475 ml da AE6;Ca’ i Maffei
ml 555 da AE12, 780 ml da AE11; Ca’ Bellisola ml 315 da
AE16. Presenza in una fascia fra i 500 e i 110 metri delle
seguenti unità abitative: Ca’ della Madonna, Ca’ la
Castellina, Ca’ il Fiume, Borgo le Moline, Ca’ Molino
del Caporale, Borgo Piancaldoli. I seguenti centri abitati
si trovano rispettivamente a queste distanze: Piancaldoli
centro ml 1250, Poggio ml 750;
- insufficienze progettuali e scelte non idonee:
- Si evidenzia la scelta non idonea di utilizzare i
sottocriali Via Flaminia Minor- Le Lame e Flaminia Minor la
Gavina per posizionare gli aerogeneratori in quanto troppo
invasivi e avvolgenti rispetto al Paese;;
- le basi delle torri sono nella maggior parte dei casi a
una distanza tra loro di meno di 200 metri: le distanze
minime sono 145, 150 e 155 metri. Tenendo conto del diametro
delle pale che è di 50 metri, si verificherebbe, nel caso
della distanza minima di 145 metri, che le pale verrebbero a
trovarsi fra di loro a una distanza di soli 95 metri;
- tutto ciò comporta un’eccessiva concentrazione per cui
sarebbe opportuno e necessario rispettare una distanza
minima di 300 metri fra una torre e l’altra e inoltre
creare due gruppi distinti (max 10 aerogeneratori l’uno)
ad una distanza l’uno dall’altro di minimo 1500 metri;
- non risulta che sia stata determina la gittata massima
degli elementi rotanti nel caso di rottura accidentale o
caduta di blocchi di ghiaccio, eventualmente formatosi sulle
pale, né che siano state attuate protezioni o previste
forme assicurative per coprire i rischi derivanti da tali
incidenti (al fine di garantire l’utilizzo senza rischi
della strada comunale Via Flaminia Minor e dell’intera
zona dell’impianto da parte di persone ed animali);
- la realizzazione delle piste per AE21, AE22, AE23, AE24,
AE4, AE2, AE1 l’allargamento per la strada di Ca’
Cavrullo del cavidotto nei tratti di collegamento fra le
torri e quello fra l’ultima torre e la Centrale,
comporterebbe degli sbancamenti e dei lavori su aree in
frana o classificate potenzialmente in frana, nonché
montane che, senza ulteriori interventi nel progetto non
previsti, comprometterebbero gravemente nel tempo la
stabilità dei terreni;
- si parla di opere di contenimento e ripristini mediante l’utilizzo
di tecniche di ingegneria naturalistica, ma non sono
evidenziati in cartografia i punti di realizzazione;
- non sono segnalate con rappresentazione grafica le
affossature primarie e secondarie per l’allontanamento
delle acque superficiali, inoltre date le caratteristiche
del terreno dovrebbero essere previsti drenaggi per la
raccolta delle acque di carattere non superficiale e la
realizzazione di briglie nei fossi principali, il tutto è
descritto in modo molto approssimativo:
- sarebbe opportuno realizzare la linea elettrica interrata
ad una profondità minima di 1,20 ml, con un rinterro di
sabbia e misto stabilizzato, visto che si tratta di
percorrere strade attualmente con fondo massicciato e
ghiaiato, protetta e rinfoderata con tubi corrugati,
accessibile nei punti di giunzione con pozzetti
ispezionabili e debitamente segnalata. Il tipo di posa
dovrebbe essere tale per cui in fase di dismissione i cavi
possano essere recuperati senza dover riaprire lo scavo;
- non è opportuno prevedere aerogeneratori le cui parti
scomposte rendano necessario l’utilizzo di mezzi di
trasporto eccezionali che comportino interventi e modifiche
sulla viabilità ordinaria per consentirne il passaggio,
bensì andrebbe privilegiata la scelta di aerogeneratori di
dimensioni più ridotte;
- il proponente dovrebbe garantire quanto segue: la non
preclusione all’esercizio delle attività agricole dei
fondi confinanti e la continuità della viabilità
esistente; la regimazione delle acque meteoriche sull’area
di cantiere e la previsione di idonei accorgimenti che
evitino il dilavamento della superficie del cantiere da
parte di acque superficiali provenienti da monte; il
ripristino della vegetazione con piante autoctone e terreno
ossigenato per garantire la restituzione alle condizioni
ante operam delle aree interessate (che altrimenti
rischierebbero un sicuro inaridimento) e non più necessarie
nella fase di esercizio; il ripristino della viabilità
pubblica e privata utilizzata ed eventualmente danneggiata
in seguito alle lavorazioni;
- si rileva che gli interventi per la realizzazione dell’impianto
verrebbero effettuati in aree da sottoporre alla valutazione
o verifica del rischio frana, secondo i criteri dell’Autorità
di bacino;
- dalla documentazione presentata dal Proponente non risulta
che sia stato effettuato il monitoraggio del rumore nelle
aree limitrofe ai progettati generatori eolici. Si chiede di
fornire indicazioni sufficienti a valutare l’impatto
acustico globale degli impianti in progetto. Si chiede di
realizzare inoltre, a cura dell’ARPAT, un monitoraggio
acustico ante operam presso le seguenti abitazioni e
località: Ca’ di Bellisola, Ca’ delle Lame, Ca’ della
Scimitella, Ca’ Cavrullo, Ca’ Oppio, Ca’ Guardate, Ca’
Maffei, Ca’ Filigose, Borgo Muline, Borgo Piancaldoli,
Poggio.
- manca il progetto finanziario della realizzazione dell’impianto
eolico;
* sotto il profilo ambientale/paesaggistico:
- appare superficiale l’analisi degli effetti diretti ed
indiretti degli impatti dell’intervento proposto sulle
varie componenti ambientali/paesaggistiche. I crinali
della Scimitella di Montecuccolino e della
Gavina-Guardate sono
agevolmente visibili dal
centro di Piancaldoli e dal territorio circostante e il
posizionamento degli aereogeneratori interromperebbe
ovviamente alquanto drasticamente la skyline e la
morfologia naturale del crinale con intuitivi riflessi
negativi anche su flussi turistici in favore dell’area
interessata;
- non
appare, quindi, adeguatamente considerato
il pesante impatto diretto ed indiretto sugli
ambienti ricoperti da vegetazione, sulla fauna e sul
patrimonio storico archeologico (es. via Flaminia Minor,
posti di guardia dello Stato Pontificio) del territorio
comunale di Firenzuola e Monterenzio, attualmente in fase di
valorizzazione e di avvio della fruizione turistica;
- in particolare non sembra adeguatamente considerato l’impatto
negativo sull’avifauna selvatica derivante dagli aerogeneratori
in progetto: in situazioni simili la mortalità per impatto,
secondo la letteratura specialistica, incide in misura
sensibile su diverse specie faunistiche (es. pipistrelli,
aquila reale, falco pellegrino, lanario, quest’ultimo
considerato di interesse prioritario comunitario
assoluto, ecc.);
* sotto il profilo delle ricadute
economico-occupazionali:
- si chiede che vengano presi in considerazione i danni
economici e sociali che si prospettano nell’intero
comprensorio con l’eventuale posizionamento della centrale
industriale eolica nel sito proposto e ciò secondo le
previsioni della Direttiva n. 85/337/CEE (sulla Valutazione di
Impatto ambientale) che impone di individuare, descrivere e
valutare in modo appropriato gli effetti di un progetto sull’uomo,
la fauna, la flora, il suolo, l’acqua, l’aria, il clima,
il paesaggio e le interazioni tra tutti questi fattori. Nel
comprensorio in questione, tra le popolazioni, la loro vita ed
il paesaggio, l’interazione è chiara: se si abbatte il
valore del paesaggio, quanto varranno in meno tutti gli
immobili esistenti nell’Alta Valle del Sillaro e dell’Idice?
E quale sarà il lucro cessante delle attività
imprenditoriali già esistenti legate al turismo, all’accoglienza,
alla ristorazione nonché alle attività agricole e
agrituristiche?
- non
emergono vantaggi consistenti per le
Collettività locali interessate, la frazione di
Piancaldoli non beneficerebbe neppure di alcun canone annuo: non
sono previsti nuovi posti di lavoro duraturi, ad
esclusione di quelli indiretti, eventuali e non quantificati per
la pulizia delle aree interessate dagli impianti. Al contrario,
verrebbero posti in serio dubbio dalla realizzazione della
centrale eolica lo sviluppo di alcuni programmi di crescita
economico-sociale avviati mediante l’accorta valorizzazione
di risorse naturali e storico-archeologiche.
Pertanto, SI CHIEDE
Ø
Ø
che le sopra descritte
"osservazioni" vengano motivatamente considerate nell’ambito
del presente procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.);
Ø
Ø
che venga disposta una specifica
"inchiesta pubblica" (art. 9, comma 2° e 3°, del
D.P.R. 12 aprile 1996 e successive integrazioni) ai fini dell’esame
dello studio di impatto ambientale, dei relativi pareri delle
pubbliche amministrazioni competenti e delle osservazioni dei
soggetti intervenienti;
Ø
Ø
che venga disposto un
"contraddittorio" (art. 9, comma 4°, del D.P.R. 12
aprile 1996 e successive integrazioni) ai fini sopra descritti;
Ø
Ø
che venga comunicato il nominativo del
responsabile del procedimento;
Ø
Ø
di poter inviare successive
integrazioni di osservazioni nei tempi compatibili con l’istruttoria
pubblica promossa dall’ufficio VIA della Regione Toscana.
Ø
Ø
di poter partecipare alle sedute di
incontri fra gli Enti e le Associazioni coinvolti nel
procedimento di V.I.A.
Si ringrazia per l’attenzione prestata.
Per il Comitato
Tutela Ambientale Alta Valle del Sillaro
Bertuzzi Tiziana e Bertuzzi Gabriella
Recapito: Via Piancaldoli-Oppio, 1051
Firenzuola (FIRENZE) |