Democrazia
e partecipazione Dopo l’esito del referendum organizzato autonomamente dagli abitanti di Piancaldoli e Giugnola [elettori 246, votanti 148, sí all’eolico 46 (32%), no all’eolico 101 (68%), bianche 1], il sindaco di Firenzuola si è affrettato a dichiarare che «I dati vanno letti, e chi non va a votare si presume che contrario all’opera non sia». È davvero una strana concezione della democrazia. Sarebbe come dire che nel referendum confermativo delle modifiche costituzionali fatte dal centro destra, tutti quelli che non sono andati a votare (e sono stati tanti) non erano contrari alla conferma di quelle modifiche e che pertanto la reale volontà degli italiani è rovesciata rispetto al risultato reale del referendum. Del resto il sindaco di Firenzuola non è nuovo a queste sortite: ha ignorato del tutto le firme di 2.200 elettori (la stragrande maggioranza) contro la nuova discarica. Sulla stessa linea del sindaco, anzi in maniera decisamente offensiva per la colazione di Piancaldoli si schiera «Greenreport.it» - la voce online di Lega ambiente: «Politicamente il referendum, come qualsiasi consultazione elettorale, rientra a pieno titolo nelle dinamiche della partecipazione. E questo remoto paesino dell’Appennino toscano-emiliano (a proposito, sul versante emiliano a pochi metri dal confine è già stato approvato un progetto di parco eolico e sono cominciati i lavori per la sua costruzione) dimostra chiaramente come la partecipazione non sia dogmaticamente e per forza sinonimo di sostenibilità, soprattutto in una fase come quella attuale in cui il mondo comincia a prendere cognizione del fatto che gli investimenti necessari a porre rimedio alla crisi del clima sono esattamente gli stessi che occorre intraprendere per risolvere la crisi economica e la crisi energetica» La democrazia e la partecipazione sono dogmi soltanto quando il risultato delle elezioni ci piace!
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