Al Comitato Spontaneo Ariacheta San Godenzo (FI) Cari amici, abbiamo visto il comunicato che avete fatto il 12 marzo sulla
installazione di un impianto eolico sui vostri crinali. Nel nostro comune è ormai da anni che ci battiamo contro la
realizzazione di simili impianti, dando voce, in Consiglio Comunale e a
livello istituzionale, ai diversi comitati che si sono costituiti per
contrastare i vari progetti; per questo esprimiamo tutta la nostra
solidarietà alla vostra lotta e ci auguriamo che fra noi possa
concretizzarsi anche una forma di collaborazione operativa. Vogliamo chiarire da subito che non siamo contrari all’uso
del vento come fonte energetica, ma tale uso deve avvenire nei luoghi e
nei modi che non pregiudichino le ricchezze naturali (ambientali e
umane). Ci sembra che le vostre proposte, sintetizzabili nella formula
«creazione di un “distretto energetico da energie rinnovabili”
controllato dai cittadini» vada in questa stessa direzione. È una
precisazione importante perché l’accusa che piú di frequente ci
viene rivolta è quella di essere falsi ambientalisti perché ci
opponiamo all’eolico e, in questo modo, daremmo addirittura un aiuto
ai sostenitori della reintroduzione del nucleare. Niente di piú falso. In realtà, intorno alla questione della installazione di
grandi impianti eolici industriali ruota una complessa questione
economica, che ha come protagonista principale le grandi multinazionali
del vento e, con un ruolo di gran lunga secondario, le amministrazioni
locali e alcuni privati cittadini sui cui terreni dovrebbero essere
collocate le pale. Crediamo che sia nota la redditività economica di questi
impianti che giustifica investimenti ingenti. L’aspetto però che
riguarda da vicino i cittadini e sul quale è necessario soffermarsi è
quello delle scelte locali (amministrazioni e cittadini). La situazione economica dei comuni – e a maggior ragione
dei piccoli comuni di montagna – è ogni giorno piú difficile e ogni
scelta che può incrementare le entrate sembra accettabile e giusta. È
comprensibile anche la scelta dei proprietari di terreni che
praticamente non danno reddito e dai quali diventa possibile ottenere un
compenso «significativo». Per ciascuno di noi, ma soprattutto per gli amministratori,
è necessaria una riflessione seria. È forte per chi ha bisogno di
soldi fare proprio il detto popolare «meglio un uovo oggi che una
gallina domani». Ma si deve stare attenti che per avere l’uovo non si
uccida la gallina. I nostri territori – come anche voi avete bene individuato
– hanno un valore che non è solo ambientale o estetico, ma anche
economico. Perché questo valore si concretizzi sono necessari progetti
e interventi che richiedono
un impegno molto complesso; è molto piú semplice accettare l’offerta
dei realizzatori dei grandi impianti industriali. Si pensi che nel nostro comune (Firenzuola) dal 2002 a oggi
sono stati presentati 7 progetti (con una capacità produttiva di circa
200 MW) a nessuno dei quali il Comune ha detto «no». Se per assurdo
tutto quello che è stato progettato fosse realizzato il Comune di
Firenzuola avrebbe sul suo territorio un terzo degli impianti eolici
previsti per tutta la Toscana. Le procedure devono essere rovesciate: anziché aspettare e
accettare le proposte delle multinazionali, dovrebbero essere gli enti
locali, in stretta collaborazione con i cittadini e con le istituzioni
provinciali e regionali, a individuare i luoghi, le dimensioni, le
modalità di realizzazione degli impianti. E la prospettiva, in comuni
piccoli come i nostri, deve essere quella dell’autosufficienza
energetica dei nostri territori. Su temi cosí grandi e complessi la fretta e il bisogno sono
pessimi consiglieri. Sappiamo che il cambiamento delle politiche
energetiche è un bisogno impellente, ma se i grandi inquinatori
mondiali si sono presi tutto il tempo che vogliono per continuare a
inquinare, in barba al protocollo di Kyoto, prendiamoci anche noi un
po’ di tempo per approfondire la discussione con i cittadini, per
arrivare a scelte condivise, con la certezza che il nostro impegno e
tutto rivolto a contribuire, nel nostro piccolo, alla soluzione del
problema energetico e non a creare problemi agli amministratori locali. Con amicizia Luciano Ardiccioni Firenzuola, 20 marzo 2009
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