Al
Sindaco
del
Comune di Firenzuola
Oggetto:
Questione sospensiva, ai sensi dell’art. 53 c. 2 del Regolamento
del Consiglio Comunale, relativa alla Proposta di Deliberazione
avente per oggetto "Accordo di pianificazione per la
realizzazione di un polo estrattivo in loc. Poggio Savena. Avvio
di procedimento (prot. UT n. 308/2005)
Visto
lo Statuto del Comune di Firenzuola che, all’art. 2 c. 4 a),
stabilische: "Il Comune ispira la propria azione ai seguenti
criteri e principi: tutela della presenza umana in armonia con lo
sviluppo delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali
presenti nel territorio per garantire alla collettività una
migliore qualità della vita
Visto
lo Statuto del Comune di Firenzuola che, all’art. 9 c. 5,
stabilische che "Gli atti fondamentali [del Consiglio
Comunale] devono contenere la individuazione degli obiettivi e
delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e
degli strumenti necessari all’azione da svolgere"
Il
Gruppo Consiliare "Per un’altra Firenzuola" chiede che
la discussione in Consiglio Comunale della Proposta di
Deliberazione di cui all’oggetto venga sospesa per i seguenti
motivi tecnico-giuridici e politici:
Motivi tecnico-giuridici
1.
La Proposta di Deliberazione non ottempera alla disposizione dell’art.
15, c. 2, parr. a) e b), in quanto non contiene: a) "la
definizione degli obiettivi del piano, delle azioni conseguenti, e
degli effetti ambientali e territoriali attesi"; b) "il
quadro conoscitivo di riferimento, comprensivo dell’accertamento
dello stato delle risorse interessate e delle ulteriori ricerche
da svolgere"
2.
Visto che l’obiettivo dell’"Accordo di
pianificazione" è quello di "consentire la previsione
del sito estrattivo di Poggio Savena e il suo inserimento nel
P.R.A.E.", e visto che l’inserimento nel P.R.A.E. è
competenza della Regione alla quale è stata indirizzata la
richiesta della ditta Berti Sisto & C. in data 15.12.2000, non
sono chiariti i motivi per i quali il Comune di Firenzuola si
propone come ente promotore dell’Accordo, "in base all’interesse
prevalente", ai sensi dell’art. 21 c. 1 della L. R. Toscana
n. 1/2005
3.
Il ricorso all’"Accordo di pianificazione", previsto
dell’art. 21 della L. R. Toscana n. 1/2005, non può essere
utilizzato per annullare valutazioni, giudizi, disposizioni già
formulate e acquisite da parte degli Enti chiamati a concorrere
all’"Accordo di pianificazione", in particolare
a) il parere della Provincia di Firenze del 12/9/2001 che
evidenzia i vincoli e le problematiche urbanistiche dell’area in
questione
b) la Deliberazione n° 6/2004 del Cosiglio Regionale della
Toscana che, seppur ambiguo nella forma per la contraddittorietà
tra il testo scritto e la cartografia allegata, risulta chiaro
nella sostanza e adeguatamente motivato quando afferma che le
proposte del Comune di Firenzuola relative alle modifiche del SIR
36 sono accolte "ad eccezione della previsione di espansione
nella fraz. Covigliaio e dell’esclusione di una porzione di
territorio in corrispondenza del Poggio Savena sul lato sud-ovest
del sito, in quanto non corrisponde ai requisiti di area già
trasformata. Inoltre, nella tabella allegata alla Deliberazione,
per il SIR 36 vengono indicate esclusivamente le seguenti
modifiche: Adeguamento perimetro a riferimenti topografici e
morfologici definiti – Ampliamento a comprendere la ex cava di
Montebeni, per la quale sono previsti interventi di recupero
ambientale. Esclusione della cave di prestito di Sasso di Castro.
4.
Il Piano Strutturale – approvato dal Consiglio Comunale comunale
in data successiva alla richiesta della ditta Berti Sisto & C.
e delle note del Sindaco di Firenzuola del 28.12.2000 (prot.
16566) e del 13.12.2001 (prot. 1721) – non prevede la zona di
Poggio Savena come area estrattiva, tanto che l’"Accordo di
pianificazione" dovrà prevedere una variante al Piano
Strutturale del Comune di Firenzuola
Motivi
politici
5. L’apertura della procedura per l’"Accordo di
pianificazione" ha l’obiettivo di realizzare un polo
estrattivo di inerti in loc. Poggio Savena. Le uniche
motivazioni richiamate nella Proposta di Deliberazione e nella
discussione nella Commissione Consiliare III sono quelle contenute
nella mozione contenuta nella Deliberazione 69/2001 del Consiglio
Comunale di Firenzuola, ed esattamente: "la proposta di
realizzare un sito estrattivo a Poggio Savena, contemporaneamente
all’esclusione dal PRAE ed anzi al recupero definitivo di Monte
Beni, nasce con l’obiettivo di costruire nel territorio di
Firenzuola un unico polo estrattivo per inerti, in modo
tale da garantire al tempo stesso l’approvvigionamento dei
materiali per l’intero comprensorio, ma soprattutto l’occupazione
delle numerose maestranze locali del settore. Al proposito si
osserva che:
a) come si può parlare di unico polo estrattivo per inerti
quando questo tipo di attività è già in atto a Bruscoli e
verrà iniziata anche in loc. Boschetto?
b) non è stato definito il fabbisogno di inerti del
"comprensorio" e, soprattutto, per quanto riguarda il
nostro Comune, non si tiene conto dell’enorme quantità di
inerti che verranno prodotti dal polo di Brento secondo il Piano
approvato da questo Consiglio Comunale
c) allo stato attuale non è dato conoscere quale sia l’incidenza
occupazionale dell’eventuale apertuta del polo estrattivo di
Poggio Savena
6.
La quantità di materiale da estrarre dal polo di Poggio Savena,
secondo la richiesta della ditta Berti Sisto & C., è di 7
milioni di metri cubi, cioè oltre il doppio di quanto è
stato estratto da Sasso di Castro per l’Alta Velocità. Oltre al
dubbio che tale quantità sia richiesta dal mercato del comprensorio,
non si può non notare che:
a) l’attività estrattiva a Poggio Savena produrrà oltre il
doppio di fanghi di lavaggio di quelli prodotti da CAVET-TAV che
dovranno essere smaltiti secondo le disposizioni della normativa
vigente (una normativa che ha spinto CAVET a rinunciare, per gli
alti costi, ad estrarre tutto il materiale che le era stato
concesso a Sasso di Castro e a rifornirsi di inerti addirittura
fuori regione). Non esiste cenno nella documentazione cui fa
riferimento la Proposta di Deliberazione sui siti da utilizzare
per lo smaltimento dei fanghi di lavaggio.
b) l’attività estrattiva a Poggio Savena richierà una
quantità di acqua piú che doppia di quella utilizzata da CAVET
per il lavaggio degli inerti. Non esiste cenno nella
documentazione cui fa riferimento la Proposta di Deliberazione ai
siti di attingimento delle acque e non è difficile prevedere che
la ditta Berti Sisto & C. riproporrà, per la soluzione del
problema idrico, la costruzione dell’acquedotto industriale
Risano-Sasso di Castro, per il quale la Provincia di Firenze non
ha concesso l’autorizzazione ed ha, anzi, revocato anche la
concessione temporanea di attingimento delle acque superficiali
c) l’attività estrattiva a Poggio Savena produrrà un
incremento del traffico pesante sulla statale 65 pari al doppio di
quello prodotto da CAVET e che andrà a sommarsi a quello per il
trasporto del materiale per la Variante di Valico e a quello
proveniente dalla cava del Boschetto
7.
Gli impianti di lavorazione degli inerti estratti a Poggio Savena
dovrebbero essere gli stessi (o collocati nella stessa area)
utilizzati oggi da CAVET e, comunque, nell’area estrattiva di
Sasso di Castro. Ciò impedirà per oltre venti anni il
ripristino dell’intera area di Sasso di Castro, come
previsto dagli accordi per la concessione della cava di prestito.
8.
L’apertura del polo estrattivo di Poggio Savena avrà
conseguenze ambientali sul territorio dei comuni limitrofi (S.
Benedetto) allo stato attuale esclusi dalle procedure per l’accordo
di pianificazione, con il rischio di innescare un contenzioso –
in una fase successiva – analogo a quello con il Comune di
Scarperia sulla questione "bretellina"
Per
quanto sopra esposto il Gruppo Consiliare "Per un’altra
Firenzuola" ritiene che la discussione della proposta di
attivare la procedura per l’Accordo di pianificazione per il
polo estrattivo di Poggio Savena debba essere preceduta dalla
presentazione da parte della ditta Berti Sisto & C. di una
integrazione alla richiesta del 2000 contenente:
a)
indicazioni motivate sulla domanda di inerti nel
"comprensorio"
b)
indicazioni sulle maestranze locali che verranno occupate
nell’attività estrattiva a Poggio Savena e sella durata
prevista dell’attività stessa
c)
indicazioni precise sugli impianti di lavorazione, sulla loro
collocazione e sulla viabilità di accesso
d)
indicazioni precise sulla quantità e sullo smaltimento dei
"fanghi"
e)
indicazioni sull’approvvigionamento idrico per il ciclo
produttivo
f)
una valutazione quantitativa sul traffico pesante immesso sulla
viabilità pubblica a seguito dell’attività estrattiva di
Poggio Savena
g)
ogni altra informazione che la ditta ritenga utile a motivare la
richiesta di apertura del polo estrattivo di Poggio Savena
Come
è evidente, non si chiede alla ditta Berti Sisto & C. nessuna
indagine di tipo idrogeologico o di impatto ambientale (che
saranno successive all’avvio dell’accordo di pianificazione),
ma semplicemente le linee guida di un programma industriale che
consenta a questo Consiglio Comunale di valutare l’opportunità
di farsi parte attiva nella procedura di avvio dell’Accordo di
Pianificazione)
Firenzuola, 26 Novembre 2005
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Al
Sindaco
Alla
Giunta
Ai
Consiglieri Comunali
del
Comune di Firenzuola
Oggetto: Polo estrattivo di Poggio Savena
Sig. Sindaco, Sig.ri Assessori, Cari
Colleghi,
di fronte all’importanza strategica
della scelta che siamo chiamati a compiere nel Consiglio Comunale,
ho deciso di far pervenire in anticipo a ciascuno di voi la
proposta di sospendere la discussione che presenterò nel
Consiglio Comunale di martedì prossimo, affinché possiate
leggerla e valutarla "con calma".
È vero che la proposta di delibera per l’avvio
del procedimento di accordo di pianificazione non è la decisione
di aprire una nuova cava di inerti (per 7 milioni di metri cubi)
nel nostro Comune, ma è comunque l’affermazione della volontà
del Consiglio Comunale favorevole – in linea di principio – al
nuovo polo estrattivo.
Ci viene chiesto di esprimerci su una
proposta priva di qualsiasi indicazione sulle ripercussioni
negative e positive che essa avrà sulla nostra comunità.
Le motivazioni che l’Assessore Ballini
ha addotto in Commissione Consiliare III sono quelle vaghe e
generiche della mozione del Consiglio Comunale del 30.11.2001.
Il nostro gruppo è particolarmente
sensibile ai problemi del lavoro e dell’occupazione, ma è
altrettanto convinto che i tempi del "ricatto
occupazionale" siano ormai finiti: quanto vale un posto di
lavoro? L’occupazione costi quello che costi ha fatto il suo
tempo. Avete presente la vicenda di Porto Marghera o della Breda
di Pistoia? Per quanti posti di lavoro siamo disposti a
perdere-distruggere un nostro monte, ad ospitare nuovi
"rifiuti", a dare ancora acqua dei nostri torrenti e
delle nostre sorgenti?
E in questo caso non si tratta nemmeno di
una grande opera di importanza nazionale o addirittura europea.
Comunque, prima di decidere, ci dicano
che incidenza avrebbe tutta l’operazione sull’occupazione nel
nostro Comune.
L’Assessore all’Ambiente che cosa ne
pensa? Qui, ci sembra, che siamo sul versante opposto a quello
dello sviluppo sostenibile: provi a fare due conti sull’incremento
del traffico pesante sulla nostra rete viaria.
E l’Assessore alle Attività Produttive
è davvero convinta che questa sia la strada per lo sviluppo dell’economia
del nostro Comune: altro che valorizzazione dell’agricoltura,
del turismo e della lavorazione della pietra serena. Se anche lei
è convinta dell’opportunità di tirar giú Poggio Savena per
farne massicciate di strade e calcestruzzo (chissà dove), vuol
dire che per la prossima edizione di "Dal bosco e dalla
pietra" le proporremo di scaricare davanti alla Rocca un
bilico di pietrisco invece di collocarci opere di scultura
contemporanea.
E Lei, Sig. Sindaco, è davvero convinto
che tutti, proprio tutti, i desideri e le iniziative del suo
predecessore debbano essere portate a compimento?
Ma soprattutto mi rivolgo a voi, cari
colleghi consiglieri, affinché riflettiate un momento su che cosa
può voler dire votare a favore della proposta di deliberazione su
Poggio Savena. Voi, come me, dovrete rispondere prima di tutto
agli elettori che vi hanno votato. Siete davvero convinti che chi
vi ha espresso fiducia voglia vedere ancora aumentare il traffico
di mezzi pesanti sulla Bolognesa, dalla Futa alla Raticosa, e
magari giú per la via Imolese, un traffico ce si incrocia con
quello che da San Pellegrino sale su con il materiale estratto a
Brento? Siete sicuri che i vostri elettori apprezzeranno nuove
discariche come quella di Pereta, di Fonte alla Sella o della
Fossaccia?
Molti di voi – come me – non c’erano
in Consigio Comunale nel 2001 fu votata la mozione per il polo
estrattivo a Poggio Savena. Dal 2001 a oggi molte cose sono
cambiate: ci sono nuove regole e nuovi problemi. Vorrà pur dire
qualcosa che CAVET abbia rinunciato a estrarre tutto il materiale
che le era stato concesso da Sasso di castro e andare a
procurarselo nel Lazio!
E poi c’è una questione di fondo:
quando prendiamo una decisione in Consiglio Comunale dobbiamo
prima di tutto aver presente la pubblica utilità delle nostre
decisioni, l’interesse della nostra Comunità. L’interesse
pubblico non è mai contro l’interesse dei singoli privati, ma l’interesse
dei singoli privati non può essere mai contro l’interesse
pubblico.
Perché decidere subito, senza elementi
sufficienti per valutare una situazione estremamente complessa che
implica modifiche ai piani territoriali locali, provinciali e
regionali, senza avere elementi sufficienti per valutare la
questione.
La proposta di sospensione del nostro
gruppo è ragionevole e va nella direzione di difendere il nostro
territorio e gli interessi comuni della nostra popolazione, nello
spirito della Legge Regionale 1/2005 che, nell’art. 1, sostiene:
"La presente legge detta le norme per il governo del
territorio promuovendo, nell’ambito della Regione, lo sviluppo
sostenibile delle attività pubbliche e private che incidono sul
territorio medesimo. A tal fine lo svolgimento di tale attività e
l’utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali deve
avvenire garantendo la salvaguardia e il mantenimento dei beni
comuni e l’uguaglianza di diritti all’uso e al godimento dei
beni comuni, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore
qualità della vita delle generazioni presenti e future".
Prima di decidere pensiamo per un attimo
alla qualità della vita delle generazioni presenti e future!
Saluti cordiali
Firenzuola, 26 Novembre 2005
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