PER UN'ALTRA FIRENZUOLA - DOCUMENTAZIONE

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UNA NUOVA CAVA DI INERTI A POGGIO SAVENA

LE POSIZIONI E LE INIZIATIVE DI "PER UN'ALTRA FIRENZUOLA"

DAL PROGRAMMA ELETTORALE  RICHIESTA
DI RINVIARE LA DISCUSSIONE
LETTERA AI CONSIGLIERI COMUNALI volantino sulle dichiarazioni del sindaco al giornale 
"la nazione"
   

 

[dal nostro programma elettorale]

 

TU, ARTIGIANO E IMPRENDITORE!

Fino ad ora

Non hai usufruito di una sufficiente programmazione e pianificazione delle attività economiche e produttive da parte del Comune.

Se appartieni al settore dell’estrazione e della lavorazione della pietra serena (estremamente importante per la nostra economia), hai assistito alla proliferazione di cave per l’estrazione di inerti (attività con poca manodopera, redditizia nell’immediato per l’inve-stitore, ma senza prospet-tiva a medio termine e con effetti deturpanti sul paesaggio ed enormi consumi d’acqua), mentre ben poco è stato fatto per la valorizzazione di un prodotto pregiato come la nostra pietra e per la sua lavorazione in loco.

Se ti occupi di altri settori, dall’edilizia ai servizi, dal commercio all’indu-stria, puoi aver visto cambiamenti interessanti in questi anni che – a seconda dell’attività che svolgi – possono averti avvantaggiato, svantaggiato o possono essere stati per te indifferenti: l’apertura e l’attività dei cantieri, la circolazione di un gran numero di mezzi, la presenza di moltissime macchine operatrici hanno certamente favorito l’attività di molti artigiani e imprenditori (ma qualcuno – anche del settore – può essere stato svantaggiato o addirittura danneggiato), i danni al territorio e all’ambiente hanno prodotto una flessione in altre attività.

In ogni caso hai vissuto una situazione contingente, una fase unica e irripetibile. Prova a pensare al futuro, a una fase medio-lunga, ai tuoi figli. Che cosa resterà di questo periodo di vacche grasse per alcuni, grassissime per pochi, gia magre per altri?

D’ora in poi

Tutti i settori dell’artigianato, dell’industria e del commercio trarranno beneficio dal nostro punto programmatico qualificante, cioè dal riequilibrio e dallo sviluppo del nostro territorio.

Sarai coinvolto, direttamente o attraverso le tue associazioni di categoria, nell’elaborazione di un programma complessivo e a lungo termine per lo sviluppo della nostra economia, le cui linee essenziali sono già contenute nella nostra proposta programmatica.

L’asse portante del risanamento e della valorizzazione dell’ambiente può dare concretezza anche ad alcune scelte "strategiche" della passata amministrazione, ad esempio quella dello sviluppo edilizio: l’inserimento di decine di migliaia di metri cubi di nuovi fabbricati nel Piano Strutturale è destinato a restare un esercizio retorico o un sogno se non si creano le condizioni per un incremento demogra-fico dei residenti e dei "villeggianti".

Alcune direttrici di turismo ambientale, storico e culturale possono produrre uno sviluppo – non "drogato" da una contingenza casuale, ma permanente – delle attività ricettive e commerciali.

Incentivi al recupero e alla ristrutturazione del patrimonio edilizio abbandonato saranno una molla per lo sviluppo di molte attività artigianali.

All’interno di un preciso "piano cave", l’attività estrattiva della pietra serena, vitale per la nostra economia, potrà vivere una fase nuova, collegata all’artigianato della pietra, all’industria turistica e alla formazione professionale.

Il nostro impegno per la soluzione del problema dei "rifiuti" derivanti dalla lavorazione della pietra prevede uno studio per rendere economicamente produttivi anche i materiali di risulta, come i "fanghi", al di là del loro utilizzo per "ritombare" le cave dismesse.

Proveremo a non fare aprire le cave di inerti "il Boschetto" e "Poggio Savena".

Se svolgi una attività industriale – o intendi iniziarla – l’Amministrazione Comunale non può certamente incidere sui meccanismi economici globali e contrastare la concorrenza cinese, ma può incentivare sul piano fiscale e dei servizi la tua attività, può svolgere anche una politica di accoglienza che favorisca il rientro di lavoratori originari di Firenzuola e l’inserimento e l’integrazione di lavoratori immigrati (da altre regioni d’Italia o dall’estero).

Sull’esempio di altri Comuni, in collaborazione con la Provincia, con la Regione, con Università e Istituti di Ricerca, si potrà realizzare un incubatore 
per fornire strumenti e promuovere nuove attività nei settori dell’economia tradizonale e in quelli della nuova economia.

Turismo ambientale, storico e culturale
Attività ricettive e commerciali
Recupero del patrimonio abitativo e sviluppo dell’edilizia
Una nuova fase per la Pietra Serena
Incentivi fiscali e servizi
Favorire il "rientro" e l’immigrazione
Un "incubatore" per favorire la nascita di nuove imprese

 

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Al Sindaco

del Comune di Firenzuola

Oggetto: Questione sospensiva, ai sensi dell’art. 53 c. 2 del Regolamento del Consiglio Comunale, relativa alla Proposta di Deliberazione avente per oggetto "Accordo di pianificazione per la realizzazione di un polo estrattivo in loc. Poggio Savena. Avvio di procedimento (prot. UT n. 308/2005)

 

Visto lo Statuto del Comune di Firenzuola che, all’art. 2 c. 4 a), stabilische: "Il Comune ispira la propria azione ai seguenti criteri e principi: tutela della presenza umana in armonia con lo sviluppo delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali presenti nel territorio per garantire alla collettività una migliore qualità della vita

Visto lo Statuto del Comune di Firenzuola che, all’art. 9 c. 5, stabilische che "Gli atti fondamentali [del Consiglio Comunale] devono contenere la individuazione degli obiettivi e delle finalità da raggiungere e la destinazione delle risorse e degli strumenti necessari all’azione da svolgere"

Il Gruppo Consiliare "Per un’altra Firenzuola" chiede che la discussione in Consiglio Comunale della Proposta di Deliberazione di cui all’oggetto venga sospesa per i seguenti motivi tecnico-giuridici e politici:


Motivi tecnico-giuridici

1. La Proposta di Deliberazione non ottempera alla disposizione dell’art. 15, c. 2, parr. a) e b), in quanto non contiene: a) "la definizione degli obiettivi del piano, delle azioni conseguenti, e degli effetti ambientali e territoriali attesi"; b) "il quadro conoscitivo di riferimento, comprensivo dell’accertamento dello stato delle risorse interessate e delle ulteriori ricerche da svolgere"

2. Visto che l’obiettivo dell’"Accordo di pianificazione" è quello di "consentire la previsione del sito estrattivo di Poggio Savena e il suo inserimento nel P.R.A.E.", e visto che l’inserimento nel P.R.A.E. è competenza della Regione alla quale è stata indirizzata la richiesta della ditta Berti Sisto & C. in data 15.12.2000, non sono chiariti i motivi per i quali il Comune di Firenzuola si propone come ente promotore dell’Accordo, "in base all’interesse prevalente", ai sensi dell’art. 21 c. 1 della L. R. Toscana n. 1/2005

3. Il ricorso all’"Accordo di pianificazione", previsto dell’art. 21 della L. R. Toscana n. 1/2005, non può essere utilizzato per annullare valutazioni, giudizi, disposizioni già formulate e acquisite da parte degli Enti chiamati a concorrere all’"Accordo di pianificazione", in particolare
a) il parere della Provincia di Firenze del 12/9/2001 che evidenzia i vincoli e le problematiche urbanistiche dell’area in questione
b) la Deliberazione n° 6/2004 del Cosiglio Regionale della Toscana che, seppur ambiguo nella forma per la contraddittorietà tra il testo scritto e la cartografia allegata, risulta chiaro nella sostanza e adeguatamente motivato quando afferma che le proposte del Comune di Firenzuola relative alle modifiche del SIR 36 sono accolte "ad eccezione della previsione di espansione nella fraz. Covigliaio e dell’esclusione di una porzione di territorio in corrispondenza del Poggio Savena sul lato sud-ovest del sito, in quanto non corrisponde ai requisiti di area già trasformata. Inoltre, nella tabella allegata alla Deliberazione, per il SIR 36 vengono indicate esclusivamente le seguenti modifiche: Adeguamento perimetro a riferimenti topografici e morfologici definiti – Ampliamento a comprendere la ex cava di Montebeni, per la quale sono previsti interventi di recupero ambientale. Esclusione della cave di prestito di Sasso di Castro.

4. Il Piano Strutturale – approvato dal Consiglio Comunale comunale in data successiva alla richiesta della ditta Berti Sisto & C. e delle note del Sindaco di Firenzuola del 28.12.2000 (prot. 16566) e del 13.12.2001 (prot. 1721) – non prevede la zona di Poggio Savena come area estrattiva, tanto che l’"Accordo di pianificazione" dovrà prevedere una variante al Piano Strutturale del Comune di Firenzuola

Motivi politici
5. L’apertura della procedura per l’"Accordo di pianificazione" ha l’obiettivo di realizzare un polo estrattivo di inerti in loc. Poggio Savena. Le uniche motivazioni richiamate nella Proposta di Deliberazione e nella discussione nella Commissione Consiliare III sono quelle contenute nella mozione contenuta nella Deliberazione 69/2001 del Consiglio Comunale di Firenzuola, ed esattamente: "la proposta di realizzare un sito estrattivo a Poggio Savena, contemporaneamente all’esclusione dal PRAE ed anzi al recupero definitivo di Monte Beni, nasce con l’obiettivo di costruire nel territorio di Firenzuola un unico polo estrattivo per inerti, in modo tale da garantire al tempo stesso l’approvvigionamento dei materiali per l’intero comprensorio, ma soprattutto l’occupazione delle numerose maestranze locali del settore. Al proposito si osserva che:
a) come si può parlare di unico polo estrattivo per inerti quando questo tipo di attività è già in atto a Bruscoli e verrà iniziata anche in loc. Boschetto?
b) non è stato definito il fabbisogno di inerti del "comprensorio" e, soprattutto, per quanto riguarda il nostro Comune, non si tiene conto dell’enorme quantità di inerti che verranno prodotti dal polo di Brento secondo il Piano approvato da questo Consiglio Comunale
c) allo stato attuale non è dato conoscere quale sia l’incidenza occupazionale dell’eventuale apertuta del polo estrattivo di Poggio Savena

6. La quantità di materiale da estrarre dal polo di Poggio Savena, secondo la richiesta della ditta Berti Sisto & C., è di 7 milioni di metri cubi, cioè oltre il doppio di quanto è stato estratto da Sasso di Castro per l’Alta Velocità. Oltre al dubbio che tale quantità sia richiesta dal mercato del comprensorio, non si può non notare che:
a) l’attività estrattiva a Poggio Savena produrrà oltre il doppio di fanghi di lavaggio di quelli prodotti da CAVET-TAV che dovranno essere smaltiti secondo le disposizioni della normativa vigente (una normativa che ha spinto CAVET a rinunciare, per gli alti costi, ad estrarre tutto il materiale che le era stato concesso a Sasso di Castro e a rifornirsi di inerti addirittura fuori regione). Non esiste cenno nella documentazione cui fa riferimento la Proposta di Deliberazione sui siti da utilizzare per lo smaltimento dei fanghi di lavaggio.
b) l’attività estrattiva a Poggio Savena richierà una quantità di acqua piú che doppia di quella utilizzata da CAVET per il lavaggio degli inerti. Non esiste cenno nella documentazione cui fa riferimento la Proposta di Deliberazione ai siti di attingimento delle acque e non è difficile prevedere che la ditta Berti Sisto & C. riproporrà, per la soluzione del problema idrico, la costruzione dell’acquedotto industriale Risano-Sasso di Castro, per il quale la Provincia di Firenze non ha concesso l’autorizzazione ed ha, anzi, revocato anche la concessione temporanea di attingimento delle acque superficiali
c) l’attività estrattiva a Poggio Savena produrrà un incremento del traffico pesante sulla statale 65 pari al doppio di quello prodotto da CAVET e che andrà a sommarsi a quello per il trasporto del materiale per la Variante di Valico e a quello proveniente dalla cava del Boschetto

7. Gli impianti di lavorazione degli inerti estratti a Poggio Savena dovrebbero essere gli stessi (o collocati nella stessa area) utilizzati oggi da CAVET e, comunque, nell’area estrattiva di Sasso di Castro. Ciò impedirà per oltre venti anni il ripristino dell’intera area di Sasso di Castro, come previsto dagli accordi per la concessione della cava di prestito.

8. L’apertura del polo estrattivo di Poggio Savena avrà conseguenze ambientali sul territorio dei comuni limitrofi (S. Benedetto) allo stato attuale esclusi dalle procedure per l’accordo di pianificazione, con il rischio di innescare un contenzioso – in una fase successiva – analogo a quello con il Comune di Scarperia sulla questione "bretellina"

Per quanto sopra esposto il Gruppo Consiliare "Per un’altra Firenzuola" ritiene che la discussione della proposta di attivare la procedura per l’Accordo di pianificazione per il polo estrattivo di Poggio Savena debba essere preceduta dalla presentazione da parte della ditta Berti Sisto & C. di una integrazione alla richiesta del 2000 contenente:

a) indicazioni motivate sulla domanda di inerti nel "comprensorio"

b) indicazioni sulle maestranze locali che verranno occupate nell’attività estrattiva a Poggio Savena e sella durata prevista dell’attività stessa

c) indicazioni precise sugli impianti di lavorazione, sulla loro collocazione e sulla viabilità di accesso

d) indicazioni precise sulla quantità e sullo smaltimento dei "fanghi"

e) indicazioni sull’approvvigionamento idrico per il ciclo produttivo

f) una valutazione quantitativa sul traffico pesante immesso sulla viabilità pubblica a seguito dell’attività estrattiva di Poggio Savena

g) ogni altra informazione che la ditta ritenga utile a motivare la richiesta di apertura del polo estrattivo di Poggio Savena

Come è evidente, non si chiede alla ditta Berti Sisto & C. nessuna indagine di tipo idrogeologico o di impatto ambientale (che saranno successive all’avvio dell’accordo di pianificazione), ma semplicemente le linee guida di un programma industriale che consenta a questo Consiglio Comunale di valutare l’opportunità di farsi parte attiva nella procedura di avvio dell’Accordo di Pianificazione)
Firenzuola, 26 Novembre 2005

 

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Al Sindaco

Alla Giunta

Ai Consiglieri Comunali

del Comune di Firenzuola

Oggetto: Polo estrattivo di Poggio Savena

Sig. Sindaco, Sig.ri Assessori, Cari Colleghi,

di fronte all’importanza strategica della scelta che siamo chiamati a compiere nel Consiglio Comunale, ho deciso di far pervenire in anticipo a ciascuno di voi la proposta di sospendere la discussione che presenterò nel Consiglio Comunale di martedì prossimo, affinché possiate leggerla e valutarla "con calma".

È vero che la proposta di delibera per l’avvio del procedimento di accordo di pianificazione non è la decisione di aprire una nuova cava di inerti (per 7 milioni di metri cubi) nel nostro Comune, ma è comunque l’affermazione della volontà del Consiglio Comunale favorevole – in linea di principio – al nuovo polo estrattivo.

Ci viene chiesto di esprimerci su una proposta priva di qualsiasi indicazione sulle ripercussioni negative e positive che essa avrà sulla nostra comunità.

Le motivazioni che l’Assessore Ballini ha addotto in Commissione Consiliare III sono quelle vaghe e generiche della mozione del Consiglio Comunale del 30.11.2001.

Il nostro gruppo è particolarmente sensibile ai problemi del lavoro e dell’occupazione, ma è altrettanto convinto che i tempi del "ricatto occupazionale" siano ormai finiti: quanto vale un posto di lavoro? L’occupazione costi quello che costi ha fatto il suo tempo. Avete presente la vicenda di Porto Marghera o della Breda di Pistoia? Per quanti posti di lavoro siamo disposti a perdere-distruggere un nostro monte, ad ospitare nuovi "rifiuti", a dare ancora acqua dei nostri torrenti e delle nostre sorgenti?

E in questo caso non si tratta nemmeno di una grande opera di importanza nazionale o addirittura europea.

Comunque, prima di decidere, ci dicano che incidenza avrebbe tutta l’operazione sull’occupazione nel nostro Comune.

L’Assessore all’Ambiente che cosa ne pensa? Qui, ci sembra, che siamo sul versante opposto a quello dello sviluppo sostenibile: provi a fare due conti sull’incremento del traffico pesante sulla nostra rete viaria.

E l’Assessore alle Attività Produttive è davvero convinta che questa sia la strada per lo sviluppo dell’economia del nostro Comune: altro che valorizzazione dell’agricoltura, del turismo e della lavorazione della pietra serena. Se anche lei è convinta dell’opportunità di tirar giú Poggio Savena per farne massicciate di strade e calcestruzzo (chissà dove), vuol dire che per la prossima edizione di "Dal bosco e dalla pietra" le proporremo di scaricare davanti alla Rocca un bilico di pietrisco invece di collocarci opere di scultura contemporanea.

E Lei, Sig. Sindaco, è davvero convinto che tutti, proprio tutti, i desideri e le iniziative del suo predecessore debbano essere portate a compimento?

Ma soprattutto mi rivolgo a voi, cari colleghi consiglieri, affinché riflettiate un momento su che cosa può voler dire votare a favore della proposta di deliberazione su Poggio Savena. Voi, come me, dovrete rispondere prima di tutto agli elettori che vi hanno votato. Siete davvero convinti che chi vi ha espresso fiducia voglia vedere ancora aumentare il traffico di mezzi pesanti sulla Bolognesa, dalla Futa alla Raticosa, e magari giú per la via Imolese, un traffico ce si incrocia con quello che da San Pellegrino sale su con il materiale estratto a Brento? Siete sicuri che i vostri elettori apprezzeranno nuove discariche come quella di Pereta, di Fonte alla Sella o della Fossaccia?

Molti di voi – come me – non c’erano in Consigio Comunale nel 2001 fu votata la mozione per il polo estrattivo a Poggio Savena. Dal 2001 a oggi molte cose sono cambiate: ci sono nuove regole e nuovi problemi. Vorrà pur dire qualcosa che CAVET abbia rinunciato a estrarre tutto il materiale che le era stato concesso da Sasso di castro e andare a procurarselo nel Lazio!

E poi c’è una questione di fondo: quando prendiamo una decisione in Consiglio Comunale dobbiamo prima di tutto aver presente la pubblica utilità delle nostre decisioni, l’interesse della nostra Comunità. L’interesse pubblico non è mai contro l’interesse dei singoli privati, ma l’interesse dei singoli privati non può essere mai contro l’interesse pubblico.

Perché decidere subito, senza elementi sufficienti per valutare una situazione estremamente complessa che implica modifiche ai piani territoriali locali, provinciali e regionali, senza avere elementi sufficienti per valutare la questione.

La proposta di sospensione del nostro gruppo è ragionevole e va nella direzione di difendere il nostro territorio e gli interessi comuni della nostra popolazione, nello spirito della Legge Regionale 1/2005 che, nell’art. 1, sostiene: "La presente legge detta le norme per il governo del territorio promuovendo, nell’ambito della Regione, lo sviluppo sostenibile delle attività pubbliche e private che incidono sul territorio medesimo. A tal fine lo svolgimento di tale attività e l’utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali deve avvenire garantendo la salvaguardia e il mantenimento dei beni comuni e l’uguaglianza di diritti all’uso e al godimento dei beni comuni, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future".

Prima di decidere pensiamo per un attimo alla qualità della vita delle generazioni presenti e future!

Saluti cordiali

Firenzuola, 26 Novembre 2005

 

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